Revolve accusata di fat-shaming, felpa ritirata dal commercio

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L’azienda californiana di e-commerce Revolve Clothing è stata al centro di molte polemiche scaturite alla messa in vendita di una felpa su cui si legge lo slogan: “Being fat is not beautiful, it’s an excuse” (tradotto: essere grassi non è essere belli, è una scusa).

Lo scorso mercoledì, l’azienda specializzata nella vendita di vestiti online ha svelato in anteprima le immagini della nuova collezione in collaborazione con il brand LPA. La collezione consiste in cinque felpe create con l’aiuto di Lena Dunham, Emily Ratajkowski, Cara Delevingne, Suki Waterhouse e Paloma Elsesser che hanno contribuito alla loro creazione scegliendo delle frasi postate dai loro haters sui social media.

L’idea era di sensibilizzare il pubblico sul bullismo online e di raccogliere dei fondi per delle associazioni che si occupano di questo problema.

Tuttavia, Revolve al momento del lancio non ha fornito alcuna spiegazione del progetto dietro alla creazione di queste felpe, scatenando così l’ira del pubblico, soprattutto perché nella campagna la felpa è indossata da una modella senza alcun problema di peso. Alcuni clienti, dopo aver visto la felpa sul sito hanno accusato Revolve di fat-shaming e hanno preteso la rimozione del capo dal commercio.

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LPA si è scusata dicendo che il lancio è avvenuto prima del previsto e senza l’adeguata campagna di sensibilizzazione. La stessa Lena Dunham si è difesa in un lungo post su Instagram spiegando che la campagna è stata totalmente fraintesa e decontestualizzata.

“Per mesi ho lavorato a una collaborazione con LPA attraverso la casa madre Revolve, su felpe che mettono in evidenza le citazioni provenienti da donne famose che hanno sperimentato la pesca alla traina e gli abusi su Internet. Questa è una causa molto vicina al mio cuore e il ricavato è stato destinato a enti di beneficenza che aiutano le giovani donne a esprimersi attraverso la scrittura e l’arte. Senza consultare me o nessuna delle donne coinvolte, Revolve ha presentato le felpe su donne bianche magre, senza mai pensare al fatto che differenza e individualità sono ciò che viene punito su Internet, o che la mancanza di diversità nella rappresentazione è una parte enorme del problema (in effetti, il problema stesso). Di conseguenza, non posso sostenere questa collaborazione o prestare il mio nome in alcun modo.”

Revolve, a seguito delle polemiche, si è pubblicamente scusata: “Le immagini prematuramente pubblicate su Revolve non solo sono state incluse senza il contesto della campagna generale, ma sfortunatamente hanno caratterizzato uno dei pezzi su una modella la cui taglia non rifletteva il messaggio sulla positività del corpo. Noi di Revolve ci scusiamo sinceramente con tutti coloro che sono coinvolti, in particolare Lena, Emily, Cara, Suki e Paloma, i nostri fedeli clienti e la comunità nel suo insieme per questo errore”.

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