Musei gratis la domenica, lo stop di Bonisoli

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«Dopo l’estate elimineremo le domenica gratuite nei musei». Sono queste le parole pronunciate dal ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, durante la sua visita alla Biblioteca Nazionale di Napoli.

«Le domeniche gratis – ha spiegato – andavano bene come lancio pubblicitario, ma se continuiamo così, a mio avviso andiamo in una direzione che non piace a nessuno. Per l’estate non cambia nulla, ma poi le cose cambieranno”. Secondo la sua visione questo blocco andrebbe a vantaggio dei singoli musei: “Lascerò maggiore libertà ai direttori, se vogliono mettere una domenica gratuita non c’è niente di male, ma quando obbligo a farla non va bene. Magari le gratuità aumenteranno, però in modo intelligente».

Secondo Bonisoli, infatti, le domeniche gratuite non tengono conto né della stagionalità, né dell’afflusso nelle diverse aree geografiche.

«Penso ad esempio – aggiunge Bonisoli – a Pompei: chi ci va a novembre? Magari la prima o tutte le domeniche di quel mese si può aprire gratis perché non c’è tanta gente. Il problema è quando si viene costretti dal ministero ad aprire la prima domenica di agosto, con migliaia di turisti stranieri che arrivano e pensano che gli italiani sono pazzi perché li fanno entrare gratis». Bonisoli ha voluto anche sottolineare che «se uno pensa di pagare una cosa e improvvisamente diventa gratis sembra un po’ una fregatura: portare avanti questo progetto ben oltre il periodo per cui era stato pensato non va bene».

È dal 2014 che 480 musei italiani aprono le proprie porte ogni prima domenica del mese, portando ad un incremento delle presenze del 300% nel giorno del debutto. Solo quest’anno, circa 13,5 milioni di persone hanno usufruito dell’ingresso gratuito nei musei statali del nostro paese.

C’è chi appoggia la scelta di Bonisoli, sottolineando il danno economico di questa iniziativa, ma non bisogna dimenticare che ci sono molti altri paesi al mondo che offrono la visita gratuita nei musei: l’Inghilterra, la Francia (ingresso libero fino all’età di 26 anni) e la Spagna dove alcuni musei hanno fasce orarie gratuite.

Un attacco alla cultura?

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