Cosmetici e sfruttamento bambini – Servizio shock delle Iene

mica

Lo scorso 6 maggio la trasmissione Le Iene ha mandato in onda un servizio che ha catturato non solo la mia attenzione, ma anche il mio cuore. Parliamo di cosmetici, in particolar modo di makeup, e di un preciso ingrediente che viene ricavato in India grazie a sfruttamento di intere famiglie, bambini compresi. Si chiama Mica, un minerale fondamentale per dare brillantezza ai nostri trucchi.

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tratto dal servizio televisivo “Le Iene”

Se ad oggi sono sempre più le persone che si dimostrano interessate ad essere maggiormente consapevoli in merito ai propri acquisti, questo è uno dei lati oscuri del mondo della cosmesi (ma non solo) di cui si parla invece ancora troppo poco.

Una triste realtà…

La capitale indiana della Mica è Koderma, si trova nello stato del Jharkhand, ed assieme ad una cittadina limitrofa esporta quantità industriali di sostanza, circa il 25% della produzione mondiale. Nella città il livello di povertà è molto alto, parliamo di realtà ferme allo stato quasi preistorico, dove l’unica possibilità di sopravvivenza è il lavoro in miniera, per estrarre la Mica e guadagnare almeno quel poco che possa permettere alle famiglie di non morire di fame.

Nonostante nell’area interessata l’attività sia attualmente illegale per motivi burocratici, il business procede fiorente, concentrandosi nelle mani di pochi imprenditori che sfruttano e sottopagano i propri dipendenti, alcuni dei quali meno che adolescenti; purtroppo, infatti, a causa dell’estremo stato di povertà sociale che dilaga nel paese, i capi famiglia sono costretti a farsi aiutare dalla prole per poter aumentare l’estrazione giornaliera di materiale ed ottenere un piccolo amento di guadagno, che resta comunque estremamente ridotto.

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tratto dal servizio televisivo “Le Iene

Il cliente più importante degli imprenditori di Mica in India è la Merck, una delle maggiori società farmaceutiche del mondo,  leader anche nella vendita dei pigmenti. Dalla Merck acquistano centinaia di aziende cosmetiche, forse ignare delle condizioni disumane con cui viene reperito il prodotto tramite il quale vengono poi realizzati rossetti, fondotinta, blush e molto altro.

I buchi dove lavorano i minatori possono arrivare anche ad una profondità di 500 mt, e le condizioni di sicurezza sono tutto tranne che rassicuranti: bambini e adulti rischiano ogni giorno di ferirsi molto gravemente, e addirittura perdere la propria vita!

Alternative e informazioni utili 

Fortunatamente un’alternativa esiste, ed è la Mica sintetica. A primo impatto le due sostanze sembrano discostarsi lievemente in termini di colorazione, ma il risultato è identico.

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dimostrazione differenze nel laboratorio Lush

All’interno dell’inci (lista degli ingredienti cosmetici), la Mica si trova esattamente con la stessa denominazione italiana (Mica), e riconoscerla è facile. Diventa invece più difficile sapere se la Mica utilizzata è sintetica oppure proveniente da miniere illegali e/o che praticano lo sfruttamento minorile.  L’unica certezza la potete avere contattando direttamente il produttore del cosmetico interessato (non temete, saperlo è un nostro diritto), che fornirà le opportune spiegazioni: starà poi a voi decidere cosa fare.

Servizio Integrale delle Iene qui.

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