Che Vinca…il Male Minore

GTY_donald_trump_hillary_clinton_sk_150619_16x9_992

Ieri è stato un giorno importante nella storia degli Stati Uniti d’America: la candidatura alla Presidenza è stata vinta per la prima volta da una donna, Hillary Rodham Clinton.

Pur avendo delle tendenze da femminista moderata 😜 non ho mai creduto nelle “quote rose’, nella discriminazione “al contrario” e nelle agevolazioni…”perché femmina”. Devo ammettere però che, sebbene mamma di due maschi (anzi…proprio per questo!), ho provato un certo orgoglio nel comunicarlo a Joseph (Jacob fa ancora fatica a capire come mai io faccia la pipì seduta): il mio compito è quello di trasmettere ai miei figli che una donna (ma non perché donna) DEVE lavorare duro, avere grandi ambizioni e ottenere enormi successi. Senza alcuna distinzione. Provo un certo prurito quando sento dire che un colore è “da femmina” o che le macchinine sono per i maschi. 😖

Dopo questa premessa, volevo darvi il mio punto di vista: quello interno di un’italiana ormai ANCHE americana. 🇮🇹🇺🇸

Inizio col dire: MA COME CAVOLO SIAMO FINITI A DOVERE SCEGLIERE TRA DUE CANDIDATI DI CUI UNO È DONALD J. TRUMP?? Trump il businessman, con qualche bancarotta alle spalle (quattro per la precisione), Trump che stampa il suo nome su tutto: da hotel ad agenzie di modelle, dall’università ai vestiti “made in China”. Lo stesso Trump che, purtroppo, rappresenta l’americano medio, quello che vive nell’America “vera”, lontana dai grattacieli di New York o dalle palme di Los Angeles. Trump ha un linguaggio comprensibile ed un vocabolario da primo anno di scuola media. A tal proposito, ricordo che in un talk show accostarono i tweet di Trump a quelli di un teenager, invitando a distinguere chi avesse scritto cosa: erano praticamente uguali! Infantili, superficiali e spesso discriminatori. Lo so…se non fosse vero sarebbe molto divertente.

Il perché del suo successo è semplice. Nel Paese del politicamente corretto, Trump dice ciò che nessuno ha il coraggio di dire per paura di essere chiamato tutti i nomi con i quali Trump è stato chiamato. Ma piace alla gente. A tanta gente. 🙄

Sono una Democratica ma non per questo amo tutto di Hillary: gli americani che non l’apprezzano si aggrappano, tra le altre cose, alla sua mancanza di trasparenza per avere utilizzato gmail al posto di una casella di posta elettronica sicura per lo scambio di messaggi che avrebbero richiesto la massima discrezione. Forse da Italiana e pensando ai nostri scandali, queste cose mi toccano poco. Certo, poi ci sono i fatti che hanno lasciato un segno profondo come la tragedia di Benghazi del 2012 (mentre la Clinton era Segretario di Stato) nella quale morirono quattro americani, tra i quali l’ambasciatore Stevens (se potete, guardate il film “13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi” in cui si spiega molto bene l’accaduto).

Della Clinton non condivido l’assistenzialismo cieco ed il compatire con una pacca sulle spalle il diverso perché “diverso”. Le contesto gli attacchi verso i ricchi ed un buonismo paralizzante nei confronti dei ceti meno abbienti (soprattutto se chi lo dice indossa un seppur meritatissimo tailleur da 7 mila euro). La Clinton fa parte dell’1% che demonizza: di quelle persone che, proprio come lei, hanno lavorato duro per creare la loro ricchezza. Saprete bene che, al contrario dell’Italia, gli USA sono un paese dove, se non lavori, è quasi sempre perché NON VUOI lavorare. Io e mio marito siamo l’esempio di questa America: no, non siamo milionari ma tutto ciò che abbiamo ottenuto è stato attraverso il duro lavoro e anni di sacrifici. Gli USA premiano chi vuole lavorare e puniscono (giustamente) chi di voglia ne ha poca. Hillary rappresenta per molti un moderno Robin Hood: togliere ai ricchi per dare ai poveri. Peccato che questa sia una risposta temporanea e buonista mentre le reali necessità hanno radici (e soluzioni) ben più profonde e complesse.

Potremmo parlare dell’assistenza sanitaria della quale sento spesso parlare in maniera approssimativa da chi non conosce l’America e ne ignora le grandi discordanze. Ci sarebbe un capitolo sul quale poter discutere…

Hillary Clinton è il male minore (diciamo anche che ho apprezzato Bill come presidente e l’idea di averlo come “First Gentleman” mi entusiasma, basta tenerlo lontano dalle giovani stagiste). 😜

Fatemi aggiungere anche non tutto ciò che esce dalla bocca di Trump è sbagliato: sono diverse le cose che condivido. Se non fosse per il suo sciovinismo, arroganza, totale ignoranza in politica estera e il suo essere sempre pronto a umiliare il suo interlocutore (l’esempio perfetto è l’episodio riprovevole nel quale ridicolizza un giornalista disabile). Mi terrorizza che un uomo come Trump abbia a portata di mano il “Football” (nome in codice per la valigetta “nucleare”).

Trump non ha la preparazione, la tempra e la personalità di un uomo che dovrebbe rappresentare uno Stato libero e democratico.

Quindi #nowaynohownotrump!

Tornando al pensiero iniziale, voglio concludere con le parole pronunciate da Hillary Clinton che, rivolgendosi a tutte le bambine davanti alla tv, ha detto: “Io potrei diventare la prima donna Presidente degli Stati Uniti ma VOI SARETE LE PROSSIME!”. 😊

Punto G