Il Movimento #NoMakeup

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Da qualche mese ormai Alicia Keys si mostra in pubblico senza make-up: non per pigrizia ma, come lei ha dichiarato, “per ribellarsi a quelle che sono le aspettative nei confronti di una donna.”

Premetto che la trovo una decisione che richiede coraggio (almeno per me! 😜) ma ho iniziato a riflettere e ad osservarne gli sviluppi.

Personalmente non ho mai avuto alcun problema a mostrarmi senza trucco ma non ho mai pensato che il make-up condizioni il mio essere donna o il mio modo di esprimermi: il fatto di ricevere un complimento da truccata non modifica il mio modo di essere esattamente come non accade quando non lo ricevo mentre vado a fare la spesa in tuta e mollettone (certi giorni voglio solo passare inosservata, prendere al volo un pacco di oreo e tornare a casa per inzupparli nel latte).

È mio compito rendere il make-up che applico sul viso un accessorio, come gli orecchini appariscenti che la brava cantante continua ad indossare o i vestiti scelti con cura (o le sopracciglia depilate e pettinate). Nessuno mi obbliga a farlo. Il fatto che mi faccia “sentire meglio” non è peccato né sento la necessità di gridare i miei diritti mentre faccio il contouring.

Mi chiedo poi se “makeup-free” voglia dire “care-free”: depilarsi fa parte della cura della persona o no? Anche queste sono attenzioni legate all’apparire in un determinato modo ai nostri giorni. Mi chiedo se uscire in pigiama e ciabatte mi farebbe sentire una moderna suffragetta…

Credo che a volte si vada alla ricerca di aspetti minori per portare avanti delle ottime cause ma non è la minigonna o il tacco a spillo a sminuire i mille ruoli di una donna.

A me fa incavolare se qualcuno definisce la donna “sesso debole” (perifrasi inesistente negli USA); detesto sapere che una donna guadagna meno di un uomo o che si pensa ancora che il suo posto sia dentro casa a pulire, cucinare e procreare. Queste sono le cose che mi fanno arrabbiare, non coprire le occhiaie.

Punto G