Sei una Donna? C’è una Scusa!

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In questi giorni, due episodi mi hanno fatto nuovamente riflettere sul ruolo della donna nella nostra società. Entrambi si riferiscono all’elezione del sindaco nelle due maggiori città del nostro Paese: Roma e Milano.

A Roma, la candidata Giorgia Meloni (incinta al quarto mese), è stata invitata a “fare la mamma”, sia da Bertolaso che da Berlusconi.

Innanzitutto, mi chiedo come mai, troppo spesso, questi inviti arrivino da parte di uomini che si “preoccupano” del nostro benessere. Se fossi malpensante, potrei immaginare che, tutto questo interesse, sia guidato da un maschilismo che mi illudevo appartenesse ad un’altra generazione e ad un’altra cultura.

A Milano, invece, la candidata del M5S, Patrizia Bedori, ha abbandonato la campagna elettorale perché provata dagli attacchi personali ricevuti sul web dai soliti cretini.

A riguardo, molti mi diranno che, al giorno d’oggi, dovremmo essere temprati ad affrontare anche le critiche più idiote del web ma, essendo stata io stessa oggetto di insulti virtuali, sono fermamente convinta che nessuno è tenuto ad accettarli. Questo è solo un altro esempio di come l’immagine sia più importante dei contenuti…per noi donne!

Riguardo l’episodio della Meloni, volevo citare un caso simile ma che non ha destato lo stesso stupore ma, soprattutto, le stesse reazioni. Pur non amandone la figura politica, Sarah Palin, nel 2008, divenne il candidato del Partito Repubblicano alla Vice Presidenza degli Stati Uniti: questo mentre ricopriva il ruolo di Governatore dell’Alaska ed era mamma di 5 figli, di cui un bellissimo bimbo con la sindrome di Down che, al momento della nomina, aveva solo quattro mesi. Adesso, lungi da me, tessere le lodi degli USA ma, in questa circostanza, ci tenevo a citare un episodio nel quale non ho mai sentito nessuno (MAI) dire alla Palin che sarebbe stato meglio dedicarsi ai bisogni della sua numerosa famiglia.

Accertato poi che la gravidanza non sia una malattia e che non coinvolga il trasporto di un uovo di cristallo pronto ad infrangersi al primo passo affrettato, finiamola con le scuse create da uomini per noi donne. Se una donna decide di lavorare ed essere mamma, non c’è uomo che possa fermarla…ma neanche rallentarla.

Concentriamoci sui contenuti e un po’ meno su gravidanze e telegenia.

Una donna che decide di fare “solo” la mamma, fa una grande scelta d’amore. Ma se una mamma vuole avere ambizioni, interessi ed una carriera, ha tutta la mia stima perché dovrà lavorare il doppio, dormire poco e lottare contro il solito maschilismo che ci dipinge al pubblico come una Madonna che allatta ma che, in realtà, ci vorrebbe ai fornelli.

 

Giuliana

 

 

Punto G