One Billion Rising Revolution 2017: una danza contro la violenza sulle donne

One Billion Rising Revolution

 San Valentino celebra l’amore, che dovrebbe essere inteso come una pulsione positiva verso tutti gli esseri umani, a prescindere dal genere, dalla razza e dall’orientamento sessuale. Quante persone conoscete che il 14 febbraio dichiarano amore alla propria compagna/al proprio compagno ma allontanano e talvolta disprezzano chiunque non faccia parte della loro rete di conoscenze?

In quest’inverno caldo di proteste per i diritti di donne e uomini, quando ancora la Women’s March non ha esaurito la propria forza propulsiva, si annuncia un altro importante evento mondiale proprio il 14 febbraio: la campagna One Billion Rising Revolution 2017.

Ecco la motivazione dal sito della campagna: “1 in 3 women across the planet will be beaten or raped during her lifetime. That’s ONE BILLION WOMEN AND GIRLS.” (1 su 3 donne in tutto il pianeta verrà picchiata o violentata durante l’arco della sua vita. Si tratta di un miliardo di donne e di ragazze). Per questo motivo, a partire dal 2013, ogni febbraio vengono organizzati in tutto il mondo dei flash mob di protesta, per far sentire la propria voce attraverso lo strumento pacifico e universale della danza.

Quest’anno il tema della campagna è l’exploitation of women (lo sfruttamento delle donne): si intende con questa parola lo sfruttamento economico, domestico ma anche sessuale subìto dalle donne di tutto il mondo. Eccovi il video di presentazione (in inglese):

 

Perché una danza di protesta? “Our global dance of connection is both a disruption and a commitment to do everything in our power to keep building this new world – a world of equality, freedom, peace and dignity.” (la nostra danza globale di connessione è sia una rottura che un impegno a fare qualunque cosa in nostro potere per continuare a costruire questo mondo nuovo – un mondo di uguaglianza, libertà, pace e dignità).

Qualcuno ha visto nelle recenti proteste partite da Washington un ritorno al passato, a una fase della storia ormai superata (gli anni ’70, s’intende). Io credo invece che siano la dimostrazione di una sempre maggiore consapevolezza storica e sociale da parte delle donne, che ora stanno (finalmente!) raccogliendo l’eredità delle proprie nonne e madri per ricordare a tutti che nulla di quello che abbiamo ora è scontato, e non abbiamo nessuna intenzione di tornare al passato (perché no, una volta non si stava meglio).

Se volete sapere se la vostra città partecipa all’iniziativa del 14 febbraio, controllate sul sito italiano di One Billion Rising Revolution.

Buon weekend e buona danza!

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