Molestie e libertà sessuale: la controversa lettera di Catherine Deneuve

Catherine Deneuve

A pochissima distanza dalla 75’ edizione dei Golden Globe, emozionante serata in cui le star hanno fatto sentire la propria voce a sostegno delle vittime di abusi sessuali (ne parliamo qui), un’altra notizia ha fatto il giro del mondo: un gruppo di cento scrittrici, artiste e accademiche francesi, tra cui spicca Catherine Deneuve, ha firmato una lettera aperta pubblicata su Le Monde in cui si difende il diritto degli uomini “a provarci con le donne”.

La lettera è intitolata: “Noi difendiamo la libertà di importunare (le donne), indispensabile alla libertà sessuale”. Secondo le firmatarie della lettera, in seguito al caso Weinstein e al movimento #metoo, si è creata una vera e propria caccia alle streghe verso gli uomini, che minaccerebbe appunto la libertà sessuale.

Sempre nella lettera si legge questa frase: “Lo stupro è un crimine. Ma il corteggiamento insistente o maldestro non è un reato, e la galanteria non è un’aggressione maschilista”.

Secondo le autrici, occorre dirlo, il caso Weinstein è stato un episodio necessario per portare alla luce le violenze sessuali e gli abusi di potere da parte di certi uomini, soprattutto negli ambienti di lavoro.

Eppure, da questo episodio in avanti si è creata un’ondata di puritanesimo nel mondo occidentale. In più, molti uomini sono stati ingiustamente paragonati a dei molestatori e hanno perso il lavoro per aver “toccato un ginocchio, tentato di baciare o parlato di cose ‘intime’ durante una cena di lavoro”. Invece, perché possa esistere la libertà sessuale, deve esistere la libertà di sedurre e di importunare.

L’intento finale della lettera è dunque quello di distinguere in modo netto tra aggressione sessuale e corteggiamento.

Ovviamente la lettera ideata dalle 100 donne francesi non ha tardato a suscitare reazioni tra le celebrità. Una delle prime è stata Asia Argento, che ha fatto notare come la misoginia interiorizzata di Catherine Deneuve l’abbia lobotomizzata fino ad un punto di non ritorno.

La politica francese Marlène Schiappa, segretaria di Stato che si occupa dell’uguaglianza tra uomini e donne, ha dichiarato di non essere a conoscenza di uomini licenziati per aver toccato un ginocchio inavvertitamente.

La voce di Catherine Deneuve e delle altre francesi pare essere la testimonianza di un mondo che sta scomparendo, che non riesce pienamente a comprendere la portata del cambiamento. Perché il vaso di Pandora scoperchiato dal movimento #metoo non ha nulla a che fare con il sano corteggiamento e non si può banalizzare in “donne che odiano gli uomini” (anche perché in alcuni casi si è parlato di uomini contro uomini, come nel caso di Kevin Spacey).

Com’è stato fatto notare da diverse donne, tra cui Caroline de Haas, firmataria di una lettera di risposta a quella di Deneuve, il discorso delle cento donne è incredibilmente “bianco” e snob: ben diverse sono le reazioni se una mano sul sedere te la mette l’affascinante regista di un film oppure l’abitante di un quartiere popolare.

Infine, all’opposto di quanto affermato nella lettera in questione, non c’è nulla di puritano nell’affermare di voler vivere la propria sessualità senza coercizioni o minacce. Al contrario, è quanto di più libero si possa immaginare!

E voi, che cosa ne pensate?

Come sempre, un ottimo weekend dal Team Delight!

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