Mira Rai e la corsa per la libertà delle donne

Mira Rai

La rivista National Geographic ogni anno seleziona dieci persone straordinarie e le elegge Adventurers of the Year. Si tratta di uomini e donne che hanno realizzato grandi sogni nei campi dello sport, dell’ambiente, dei beni culturali e dell’umanitarismo. Queste 10 persone vengono poi votate dai lettori, che quest’anno hanno scelto Mira Rai, una ventinovenne nepalese campionessa di trail running.

Mira Rai nasce in un villaggio del Nepal, dove viene cresciuta secondo le tradizioni: andare a prendere l’acqua, occuparsi dei campi e del bestiame, dedicarsi alle faccende domestiche. Il suo destino di donna era segnato. Già da piccola ha dei ritmi di lavoro pesantissimi, e vive in attesa di sposarsi e avere dei figli. A 12 anni deve smettere di studiare e aiuta la madre a trasportare sacchi di riso per chilometri lungo i sentieri di montagna. Col senno di poi, Mira ripensa a questa fatica come ad un allenamento per il suo futuro nel mondo dello sport.

La sua storia subisce una svolta molto significativa nel 2012, quando i ribelli maoisti arrivano nel suo villaggio e lei decide di unirsi a loro, per dare un senso alla propria vita, che le andava stretta. Non combatte ma dà una mano nel campo e si allena nella corsa e nel karate. I genitori la credono morta, ma lei fortunatamente torna a casa sana e salva due anni dopo .

Nel 2014, mentre fa ciò che ama di più, cioè correre, viene notata da due uomini che le propongono di partecipare ad una gara, la Kathmandu West Valley Rim, lunga 50 chilometri. È l’unica donna in gara, ma riesce a vincere, cominciando così la propria carriera nello sport professionistico.

Ma Mira Rai non dimentica da dove viene, e ogni giorno cerca di aiutare, tramite lo sport, le sorelle nepalesi. Si batte per il diritto allo studio, al lavoro e alla parità di genere.

Dalla sua vita è stato tratto un documentario intitolato Mira: la corsa della libertà.

Buon weekend dal Team Delight!

Cultura