La Mia NON Esperienza al COSMOPROF

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Voglio iniziare dicendo che non sono solita lamentarmi pubblicamente di qualcosa ma credo che, avendo la mia piccola visibilitá, sia giusto parlare di un’esperienza che, da appassionata e professionista del make-up, riguarda me (e posso parlarvene e sperare che raggiunga gli interessati) ma potrebbe interessare una qualsiasi persona che, non avendo la stessa visibilitá, magari eviterebbe di esporre determinati inconvenienti.

Diverse settimane fa (e come faccio in occasione delle varie fiere del settore), ho richesto un “press pass”. La mia richiesta non ha avuto risposta ma, essendo davvero entusiasta all’idea di “gustarmi” il mio primo (e forse unico) Cosmoprof, ho acquistato comunque il mio biglietto giornaliero.
Sono partita da Roma contentissima anche perché avrei incontrato tante di voi! :-)
Proprio durante l’incontro all’interno della fiera (organizzato solo ieri), tra un bacio ed un selfie, ho visto che tante ragazze erano in possesso della discount card (che permette di acquistare a prezzi inferiori) e che avevano ritirato presso l’ufficio accrediti della fiera.
Subito dopo l’incontro, mi sono recata presso l’ufficio, situato all’ingresso della fiera ma esternamente, per capire se potevo anch’io usufruire della card. Mi hanno suggerito di recarmi in uno degli uffici all’interno.
Il mio sorriso si é tramutato in smorfia di dolore quando non mi é stato permesso di rientrare, con la ragione che “ogni visitatore può entrare solo una volta e non può rientrare dopo essersi allontanato” (non é impresso sul biglietto e non sono stata avvistata all’ingresso e/o prima di uscire). Alla mia richiesta di raggiungere gli uffici, la signora mi ha semplicemente…voltato le spalle. :-(
A questo punto, sono tornata nell’ufficio all’esterno spiegando l’accaduto e chiedendo se potevo parlare con un responsabile per esporgli la mia situazione. Alla risposta negativa da parte dell’addetta, ho chiesto se potevo avere almeno il numero di telefono del servizio clienti ma la signorina mi ha risposto che non me lo avrebbe dato perche “non autorizzata”.
A quel punto, non volendo scavalcare il recinto (solo perché indossavo la gonna) ed essendo consapevole che non avrei sfondato il muro umano della security, ho preso il primo taxi ed il treno in anticipo per Roma. A parte gli scherzi, ero piuttosto irritata dalla mancanza di disponibilità e rigidità mentale e, per una questione di principio (condita da una notevole perdita di entusiasmo), non avrei mai pagato un secondo biglietto.

Mi dispiace che, dopo avere visitato svariate volte gli IMATS ed il Makeup Show, l’esperienza spiacevole sia capitata proprio qui nel mio Paese! :-(
Considero il Cosmoprof come un grande evento per il quale lavorano e si impegnano grandi professionisti, locali ed internazionali, a partire dall’organizzazione.
Spero quindi che, la mia disavventura, possa giungere alle orecchie del Sig. Cosmoprof in modo da migliorare (ed aggiungere un tocco di sano “common sense”) a quello che dovrebbe essere un servizio clienti che faccia onore al nostro Paese, soprattutto avendo un vasto pubblico internazionale.
Non importa se hai 1 o 1 milione di followers, “customer service” significa ascoltare chi ti sta di fronte e non cercare di sbarazzartene con la risposta A, B o C.

Infine, voglio concludere con una nota positiva!
La parte piacevole di questa veloce trasferta a Bologna é stata senza dubbio…incontrare VOI! Siete venute numerose a questo incontro improvvisato e vi sono grata perché posso riportarmi a Roma i vostri sorrisi e le vostre parole! Se non avessi avuto questa esperienza da raccontare, mi sarei rifugiata in un barattolo di nutella da mezzo chilo… GRAZIE!

Baci! :-)

Giuliana

P.S.: chiedo scusa alle aziende che mi avevano invitata a visitare i loro stands! :-(

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Punto G