Emma Watson criticata per il servizio su Vanity Fair

emma watson vanity fair

È da anni che Emma Watson è una figura attiva nella lotta per la parità di genere. Fondatrice nel 2014 del movimento HeforShe, si è da allora battuta per diffondere il movimento femminista e sensibilizzare il mondo sui problemi che perseguitano milioni di donne ogni giorno a livello sociale, politico ed economico.

Spesso però, ad iniziative di questo genere, seguono molte critiche, soprattutto se a promuoverle sono figure pubbliche. L’ultimo attacco che l’attrice ha dovuto affrontare è legato ad un photoshoot realizzato per la rivista Vanity Fair, dove la futura interprete della eroina disneiana Belle ha posato indossando una giacca fatta all’uncinetto senza indossare un reggiseno o una maglietta.

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Molte persone l’hanno accusata di non essere una vera femminista per la foto che rivelava parte del seno. L’attrice, dopo le numerose polemiche sul web, si è difesa in una intervista per la promozione del suo prossimo film “La Bella e la Bestia”:

“Questo dimostra quanti luoghi comuni e quanti fraintendimenti ruotano attorno al concetto di femminismo”

“Femminismo è dare una scelta alle donne. Non è un bastone con cui colpirle. Il femminismo tratta di libertà, emancipazione e uguaglianza. Non capisco cosa c’entrino le mie tette con tutto questo”

Emma Watson ha difeso il suo lavoro con il fotografo Tim Walker, autore delle foto: “è stato un servizio straordinariamente artistico e mi sono sentita molto coinvolta creativamente […] Sono molto entusiasta per come le foto siano interessanti e belle”.

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Non si può essere femministe e avere seno. Questo è il messaggio che viene trasmesso da chi critica l’attrice. Ma è giusto confinare il femminismo in un movimento dove le donne non hanno la possibilità di esprimere la loro femminilità attraverso il proprio corpo?

Emma Watson non è la prima donna che viene accusata di “falso femminismo”, Emily Ratajkowski spesso è anche vittima di forti critiche.

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