#StopTheRobbery: fermiamo il divario retributivo di genere!

#stoptherobbery: divario retributivo di genere

Nell’articolo dello scorso venerdì dedicato alla storia delle partigiane durante la Resistenza, abbiamo raccontato che nel 1945 le operaie lottavano per avere lo stesso salario degli uomini. Sono passati 72 anni, ma nel mondo il divario retributivo di genere è ancora una realtà.

UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della parità di genere a livello globale, ha lanciato la campagna #StopTheRobbery (fermiamo il furto), poiché ha calcolato che nel mondo in media una donna guadagna il 23% in meno di un uomo: per ogni dollaro guadagnato da un uomo in un’ora di lavoro, una donna guadagna 77 centesimi.

Questo fenomeno è stato definito da UN Women il più grande furto della storia dell’umanità. Ciò è ancora più evidente nel caso di donne di colore, immigrate e madri: la cosiddetta “penalizzazione della maternità” spinge le donne di tutto il mondo a lavori sottopagati e part-time. Ma anche a parità di lavoro, le ore svolte dal sesso femminile sono valutate e pagate meno.

Il quotidiano La Repubblica ha pubblicato un articolo sui dati raccolti dall’osservatorio JobPricing, il quale indica che, per quanto riguarda il lavoro dipendente, in Italia gli uomini percepiscono in media una retribuzione annua lorda di 30676 euro, mentre le donne di 27228. In più, se siete curiose, JobPricing fornisce un sistema per calcolare se il proprio stipendio è commisurato al proprio ruolo.

Lo scorso 4 aprile si è celebrato in America l’Equal Pay Day (il giorno della parità salariale), vale a dire il giorno nel quale le donne, dopo aver lavorato 15 mesi invece dei 12 dei colleghi maschi, portano a casa lo stesso stipendio. Negli Stati Uniti, a parità di mansione, la differenza di salario tra maschi e femmine è del 20,4%. La percentuale sale al 37% per le donne di colore e al 46% per quelle di origine ispanica.

Invece l’Islanda, a partire dal 23 marzo di quest’anno, ha sancito per legge la parità salariale: tutte le imprese con più di 25 dipendenti sono obbligate a garantire la stessa retribuzione a tutte e tutti, a prescindere da sesso, origine etnica o nazionalità. L’obiettivo è quello di azzerare il divario retributivo di genere entro il 2022.

Se volete approfondire il discorso, vi invito a visitare la pagina di UN Women dedicata all’argomento, che riporta moltissimi dati e spiegazioni in merito.

Come sempre vi auguro un ottimo weekend!

Un saluto dal Team Delight!

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