Bello da togliere il fiato: il corsetto

Photo by Silver Screen Collection/Getty Images

Pensate che il costume di Halloween più terrificante sia quello da bambola di porcellana rotta? Potreste cambiare idea dopo aver scoperto cosa indossavano le nostre antenate: il corsetto, simbolo di una rigida (letteralmente!) educazione femminile, rivisto di recente sulle passerelle della Paris Fashion Week Primavera Estate 2017.

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Dalla sfilata Fenty Puma by Rihanna – credits: www.marieclaire.it

Il corsetto (o busto) come indumento intimo fa la sua comparsa già a partire dal XVI secolo, allo scopo di contenere e modellare il corpo femminile. Nel Settecento era considerato un indumento indispensabile nell’abbigliamento femminile dei ceti alti, e viene utilizzato ampiamente anche per tutto l’Ottocento, non solo dalle donne aristocratiche ma anche dalla borghesia: nel 1820 inizia ad essere prodotto con sistemi industriali.

Lo scopo principale del corsetto era comprimere il ventre rendendolo piatto e ridurre drasticamente il punto vita (la misura ideale era di 41 cm!). Non trascurabile è il suo significato erotico: sciogliere lentamente i lacci aveva come finalità l’esaltazione del desiderio maschile.

Per poter raggiungere l’obiettivo del “vitino da vespa”, si dovevano indossare per ore e ore dei busti di almeno tre misure più piccole, che potevano portare anche a gravi conseguenze fisiche, poiché tali indumenti schiacciavano gli organi vitali e deformavano le costole a tal punto da farle accavallare e, nei casi più estremi, perforare la pelle.

 

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Rappresentazione degli organi interni deformati dal corsetto

Infine, per riuscire ad infilarlo le donne dovevano trattenere a lungo il respiro per poter stringere i lacci il più possibile. Una volta che era sistemato, i polmoni non riuscivano più a espandersi e le poverette respiravano e parlavano a fatica.

Per tutti questi motivi iniziò una vera e propria crociata contro il corsetto, che portò alla scomparsa dell’indumento dopo la prima guerra mondiale, per poi riapparire in chiave dissacrante e moderna (vi dice qualcosa Madonna?).

L’evoluzione novecentesca della moda non fu per le donne solo un cambiamento superficiale. Liberandosi dal busto, dagli abiti lunghi e inaugurando il taglio di capelli corti à la garçonne, il corpo femminile fu più libero di muoversi, e questa rivoluzione portò le donne ad avere un rapporto diverso con il proprio corpo in vari ambiti: danza, sport, sessualità…

Ma questa è un’altra storia!

A presto!

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