25/11 SENZA IPOCRISIE

Ieri, 25 Novembre, si è celebrata la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

Sono in viaggio per l’Ohio e ne ho voluto approfittare per…SFOGARMI con voi. Senza ipocrisie.
Qualche anno fa ho caricato sul mio canale un video in cui raccontavo un episodio di cui ero stata testimone (trovate il video qui sotto).
Mi rendo conto che, dopo quattro anni, poco è cambiato. Sono consapevole di non vivere in un mondo perfetto e, pur desiderandolo, so bene che certe tragedie non finiranno.
Ma bisogna parlarne, farsi sentire, mandare un messaggio e sperare che arrivi a chi deve fare il PRIMO PASSO ma anche a chi deve aiutare chi mette a rischio la propria vita…per RIPRENDERSELA!

Come donna, come mamma…SONO FURIOSA!

Mi fa rabbia la mancanza di supporto e di protezione che è spesso il “leitmotiv” di queste storie di donne abusate, maltrattate, uccise!
Mi fanno rabbia questi uomini che picchiano, insultano, uccidono ma che troppo spesso non hanno nemmeno il coraggio di uccidere loro stessi!
Mi fanno rabbia anche le donne che troppo spesso sopportano, sperano che le cose cambino e che, fin dall’inizio, accettano gelosie morbose, gesti sgarbati o divieti apparentemente “innocenti”!
Qual è il momento in cui una donna deve andare via? Quando i LIVIDI SONO VISIBILI è già tardi! Credo che ogni donna debba PARLARE e confrontarsi con le persone più vicine, chiedere consiglio, capire se è “normale”. Non si deve accettare e giustificare un uomo che ti fa sentire sotto controllo, un uomo che ti strattona, sgarbato, prepotente. Ricordiamoci sempre il valore non solo della nostra vita ma del RISPETTO e della DIGNITÀ che dobbiamo avere per noi stesse!
Ma tante donne hanno fatto proprio questo: sono fuggite non appena hanno avvertito il pericolo: a volte è bastato, a volte ha scatenato la violenza vigliacca di uomini malati…
Anche se non sembra, questo è un MESSAGGIO DI SPERANZA. Spero di crescere degli uomini rispettosi, spero di ammirare donne forti e indipendenti, spero di non sentire più la parola “femminicidio”. A volte bisogna crederci.

My Life